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This website was created for:

  • 1. To create an updated bibliography about the so called Senatus Consultum de Bacchanalibus open to the contribution of all those who want to do it.
  • 2. To hold an open debate about some vexed questions of the document.

 

Questo sito web nasce per:

  • 1. creare una bibliografia sul cosiddetto Senatus Consultum de Bacchanalibus aperta al contributo di tutti quelli che desiderano farlo.
  • 2. aprire un dibattito, aperto a tutti, su punti controversi del documento.

In 1640 in Tiriolo (pr. Catanzaro), during the excavation of the foundation of the palace of prince Giovan Battista Cigala, (in the middle of ancient ruins: shafts of whole and broken columns, bases, friezes, lintels) was found a bronze table that had once been posted on the wall of some important building with nails (the table still bears the marks of them). We know little news about the place and the conditions of his discovery. They have been transmitted by Mommsen. This table, now preserved in the Antike Sammlungen of the Kunsthistorisches Museum of Vienna, was believed for a long time a copy of Senatus consultum de Bacchanalibus of 186 BC, by authoritative scholars too. But already Mommsen calls into question this assumption and gives to the document the more appropriate title of Epistula consulum ad Teuranos de Bacchanalibus. And Kail rightly titled his famous article in the magazine "Hermes” of 1933: Das sogenannte (The so-called) Senatus consultum de Bacchanalibus.

Now we can say with certainty that it is an original copy of an edict of consuls. This is evident from the preamble (the first three lines) in which they highlight the smallest details of the procedure followed. The consuls (Note the document begins with their names) consulted the senate (consoluerunt) in the nones of October 186 BC.  Immediately after they make known that the senators have “advised (censuere) them that it was necessary to issue an edict (exdeicendum) to those who were partners (quei foideratei esent) about the Bacchanals (de bacchanalibus) with these measures (literally: so).

The adverb ita “so” is clearly key word: it tells us that the document is the edict of the consuls, in which they incorporate what the senators have recommended. The Roman magistrates, in fact, in certain matters were obliged by law to consult the senate, but had also the right not to follow the advice of the Senate or to respect it only in part.

After the preamble (ll. 1-3), follow the various requirements recommended by the Senate that the consuls transpose into their edict and make them enforceable. Some are reproduced in full by the minutes of the consultum of the Senate, while others are more or less simplified, with omission of data not considered relevant. In the final part (ll. 22-30), the consuls give local authorities the execution orders of the edict.

 

 

Those who want to be informed exhaustively about this subject, they can read the various articles of the site and the books of Basilio Perri: Il "Senatus Consultum de Bacchanalibus" in Livio e nell'epigrafe di Tiriolo, Soveria Mannelli 2005.  L’affare dei Baccanali, uno spregiudicato strumento di lotta politica, Città di Castello 2013; Il cosiddetto senatus Consultum de Bacchanalibus, La lingua, Macerata 2013.

 

 

Nel 1640 a Tiriolo (pr. Catanzaro), durante gli scavi di fondazione del palazzo del principe Giovan Battista Cigala, (in mezzo ad antiche rovine: fusti di colonne intere e rotte, basi, fregi, architravi) fu trovata una tavoletta di bronzo che una volta era stata affissa alla parete di qualche importante edificio della cittadina con chiodi. Essa, oggi conservata nelle Antike Sammlungen del Kunsthistorisches Museum of Vienna, a una prima analisi sembrava contenere una copia del Senatus Consultum de Bacchanalibus delle none di ottobre del 186 a.C. L'ipotesi che l'iscrizione contenesse il testo originale del Senatus consultum fu accettata per molto tempo, anche da autorevoli studiosi. Ma già il Mommsen la mette in dubbio e dà al documento il titolo più appropriato di Epistula consulum ad Teuranos de Bacchanalibus. E giustamente Kail intitolava il suo famoso articolo del 1933 sulla rivista "Hermes": Das sogenannte (= Il cosiddetto) Senatus consultum de Bacchanalibus.

Oggi si sta imponendo a fatica la convinzione che si tratti della copia di un edictum in forma di lettera, che i consoli del 186 formularono sulla base del consultum del senato delle none di ottobre.

Questo è evidentissimo dal preambolo (i primi tre righi), nel quale i consoli evidenziano nei minimi dettagli la procedura seguita. Essi (da notare che sono i loro nomi che spiccano all’inizio del documento) resisi conto che bisognava regolamentare per il futuro l’esercizio del culto di Bacco,  alle none di ottobre del 186 a.C. hanno consultato il senato (consoluerunt). Immediatamente dopo gli stessi consoli evidenziano che i senatori hanno loro consigliato (censuere) che a quelli che nell’ambito dei Baccanali (de Bacchanalibus) fossero consociati (quei foideratei esent) bisognava promulgare un editto (exdeicendum) con queste disposizioni (lett. ita). L’avverbio ita è chiaramente la parola “chiave”. Essa ci dice che il documento è l’editto dei consoli, nel quale essi incorporano ciò che i senatori hanno consigliato. I magistrati romani, infatti, in certe materie erano obbligati dalla legge a consultare il senato, ma avevano pure la facoltà di non seguire il consiglio dei senatori o di rispettarlo solo in parte.

Dopo il preambolo, seguono le varie prescrizioni consigliate dal senato che essi col loro editto fanno proprie e le rendono esecutive. Alcune sono riprodotte per intero dal verbale del consultum del senato, altre invece sono più o meno semplificate, con omissione di dati non ritenuti rilevanti. Nella parte finale (rr. 22-30) i consoli danno alle autorità locali gli ordini di esecuzione dell’editto.

 

Chi vuole saperne di più sull'argomento e conoscere i molti problemi interpretativi, che questo documento pone, può ricorrere ai veri articoli del sito ed anche ai libri di Basilio Perri: Il "Senatus consultum de Bacchanalibus" in Livio e nell'epigrafe di Tiriolo, Soveria Mannelli 2005; L’affare dei Baccanali, uno spregiudicato strumento di lotta politica, Città di Castello 2013; Il cosiddetto senatus Consultum de Bacchanalibus, La lingua, Macerata 2013.